…Agenti 007!

Appena scese dalla carrozza, accecate dal sole e colpite da un freddo penetrante, ci accingemmo a raggiungere il piazzale antistante, cercando un mezzo per lasciare velocemente quel luogo, troppo affascinante per essere privo di mistero. Sulla sinistra, nascosta alla piazza, galleggiava un’imbarcazione. Nel preciso istante in cui salimmo un uomo dal fare ambiguo ci invitò a sederci e prese il comando della navigazione. Più ci avvicinavamo a Piazza San Marco, oltrepassando ponti e introducendoci in calli buie e strette, più ci chiedevamo perché lui non avesse imboccato l’affollato e luminoso Canal Grande. Una leggera nebbiolina sembrava depositarsi sulla superficie dell’acqua, rendendo ancora più inquietante il nostro trasbordo. Giunte al porticciolo dove attraccammo, solcando l’ingresso dell’Hotel, ci sentimmo più in trappola di prima, consapevoli di essere controllate a vista, con l’orribile presagio che molto presto qualcuno avrebbe bussato insistentemente alla porta della nostra stanza.

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